I vuestris coments
sul Gazetin


Sabide sul «Gazzettino del Friuli» un articul al fevele di ce che al si è scrit tai coments su «ILfurlanist»

Dopo dal articul sul Corriere della Sera al va indevant il peridi di “sucès mediatic” pal vuestri blog preferît: ILfurlanist.
Si fevele di nô li dal Gazetin, pe edizion di Udin tornât ae denominazion «il Gazzettino del Friuli».
Al è propit il câs di doprâ il «nô» parcè che cheste volte il toc al fevele soredut dai vuestris coments a proposit de impugnazion de leç regjionâl atuative sul ûs dal furlan.
Solite sfortune però, tal jessi nominât cul link: il Corsera no lu publiche, il Gazetin lu sbaglie.

Se no vês voie di fâ la fadìe di fracâ il link…Velu:

Infuria la polemica contro Roma e i politici


(lm)
C’è chi propone di boicottare le elezioni politiche, astenendosi dal voto. E chi invita, invece, a mobilitare i milioni di friulani emigrati all’estero per intasare di mail di protesta la posta elettronica dei consolati italiani.

Sul web, la notizia del ricorso del Governo contro la legge di tutela del friulano ha suscitato un dibattito acceso, specie sul blog http://www.ilfurlanist.it, sito citato anche ieri dal Corriere della sera. Se si applaude alla posizione del linguista ed ex ministro Tullio De Mauro, sostenendo la necessità di ricorrere alla Corte di giustizia europea, ci si indigna per il titolo in prima pagina del quotidiano milanese, che declassa la lingua friulana al livello di “dialetto”.

«Siamo trattati peggio degli Zulu nel periodo coloniale inglese» si inalbera qualche commentatore del web. «I sindacati si vergognino – tuona un altro – fanno i corsi di lingua per gli stranieri, ma non pensano che gli autoctoni abbiano diritto allo stesso trattamento».

Un anonimo taccia di ipocrisia Renzo Tondo, «un friulano che non ha condiviso la legge sul friulano»; altri se la prendono chi con il deputato del Pd Alessandro Maran e chi con il consigliere regionale di An, Paolo Ciano. Ed ancora, contro il ministro Linda Lanzillotta, che vuole attuare il federalismo solo a parola. E ce n’è anche per la Lega nord, perchè alleata a Forza Italia. Si salva, in parte, Rifondazione comunista. Più per la linea avuta in regione che per l’opera svolta a Roma.

E, forse tra le prime volte in un dibattito del genere, ecco che il “nemico” non è più a Trieste. Ma direttamente nella Capitale.

– Gazzettino, 16 febbraio 2008 –

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