No al furlan bipartizan


Barufe su di dut jenfri drete e çampe, ma su une robe a van d’acuardi

Tant par no blastemâ nome cuintri «puars» Illy, Antonaz, Sonego e compagnie briscule, ve ca un comunicât di Forza Italia, ancje lôr cuintri ae obleatorietât dal furlan a scuele.

«Non è attraverso gli obblighi che si può salvare e promuovere una cultura, (difat la Storie e Gjeografie o ai domandât jo cul voto di imparâle n.d.r.) bensì attraverso una forte valorizzazione che passi anche e soprattutto per l’insegnamento a scuola, non solo della lingua ma anche della storia e delle tradizioni della nostra terra. (daitmi la lenghe che dopo lis altris robis trancuii che a vegnin n.d.r.2)»

E’ l’opinione di Massimo Blasoni, consigliere regionale di Forza Italia, che illustra la posizione di Forza Italia in merito alla legge sul friulano: «Forza Italia sarà della partita e presenterà una sua proposta prima del 25 giugno, data in cui sono fissate le prime audizioni in commissione. L’obbiettivo- spiega il consigliere azzurro- è quello di coniugare il desiderio di recupero e di rivalutazione delle tradizioni locali con l’esigenza di fornire ai più giovani strumenti di conoscenza di rilevanza internazionale.»

«No all’obbligatorietà, quindi, ma si a una forte valorizzazione» chiosa il consigliere friulano che si è fatto promotore di una commissione interna al partito

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